...La possibilità esiste !!
Termotrasformare pulito ......
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Relazione su il funzionamento del Convertitore Pirolitico ad acqua “EUROPIROL”

Il principio di funzionamento dell’EUROPIROL, è sostanzialmente quello di sfruttare, la trasformazione termica di rifiuti speciali e pericolosi, più o meno combustibili, per la produzione di energia (fin qui come i termovalorizzatori tradizionali). L’originalità e l’innovazione dell’Europirol è quella di un sistema semplice ed economico nella formazione e combinazione di Gas d’aria + Gas d’acqua per alzare la temperatura diminuendo per quanto possibile l’emissione di CO2, senza complicarne troppo il funzionamento.

Come funziona: Il calore della prima camera (Camera di riduzione), accumulato in dei Refrattari Speciali scaldati prima da Bruciatori a gas Metano o GPL, poi una volta raggiunto l’equilibrio termico, per conduzione dalla camera di combustione, il calore (600°C. circa), insieme ad un sistema di trasferimento di calore “Omissis”, gassifica buona parte del materiale, immesso in questa prima camera. Da un tubo conico riscaldato (sotto, dalla camera stessa, e sopra ed ai lati, da alcune resistenze elettriche), in questo “tubo” (da noi chiamato pressocarbonizzatore). Il materiale di scarto combustibile, spinto a pressione da dei cingoli dentati, chiusi ai lati ed inclinati con uno spazio sempre minore verso il “tubo” nel quale lo scarto (rifiuto) perde di cinque volte circa il suo volume. La forte pressione ed il “tubo” conico caldo, carbonizza parzialmente il materiale che, esce rotolando su un deflettore rovente in controcorrente con Gas ascendente; cade poi su un piano inclinato, insufficientemente ossigenato dove riceve due getti contrapposti di vapore d’acqua caldissimo, insieme a gas combusto ad oltre 1100°C, per essere poi trasferito rovente, da gli spintori della griglia mobile, nella seconda camera (Camera di combustione). In questa camera il materiale ossigenato, brucia insieme al “Gas d’Aria” che creatosi e prelevato nella prima camera attraverso dei semplici ed innovativi sistemi di trasferimento statici, si combina con il Gas d’acqua appena formatosi attraverso un metodo originale. Il calore che si crea in questa 2° camera, attraverso la combustione del Gas misto, fonde le piccole quantità di metalli e di silice contenuti nel cascame da bruciare, insieme alla cenere, la quale cadendo attraverso un foro, viene sfarfallata da un getto di vapore per finire in acqua “fredda”, dove si solidifica in “sferette” inerti (qualora il materiale di scarto da bruciare non contenesse ne silice ne metalli, questi andranno aggiunti insieme a fondenti tipo soda ricuperabili dallo Scrubber). I Gas combusti ad alta temperatura, che sono ormai passati dalla terza camera (Postcombustore) vengono iperossigenati, per arrivare a 1600°C., poi sono raffreddati attraverso tubi scambiatori di calore, particolarmente attivi, per avere in breve tempo, l’assorbimento di calore che trasformerà l’acqua in vapore, quindi in energia, ma nello stesso momento impedire la aggregazione accidentale di molecole dannose.

I “fumi” passano quindi in uno Scrubber, per essere depurati da particolati ed eventuali sostanze nocive ancora presenti. A questo punto, detti “fumi” vengono insufflati in un Biofiltro che attraverso vari prodotti, batteri, enzimi e catalizzatori, garantiscono un emissione in atmosfera, non più di “fumi a norma” ma di aria con concentrazione di azoto ed anidride carbonica molto al disotto delle più restrittive norme, ad una temperatura intorno ai 50°C.

Ledimensioni di tutto l’impianto sono molto contenute: tre elementi da circa m. 2,20 X 2,40 X 6 (in pratica N 3 container + la tramoggia di carico ed il biofiltro).

E’ Facilmente trasportabile, non richiede (fortunatamente) piazzali d’accumulo, perché la sua elasticità, lo porta a poter viaggiare in stallo, senza produzione di energia, consumando poco materiale di scarto, in caso di assenza di rifornimento, (fino a dover usare il bruciatore a gas esterno qualora finisse del tutto, o calasse la temperatura oltre la soglia di sicurezza), per poi ripartire in pochi minuti, all’arrivo del rifiuto, fino alla massima potenza che è calcolata in circa 830 Kg/ora di rifiuti speciali o nocivi (20.000 Kg nelle 24 ore). La produzione di energia è assicurata da 1 Scambiatore-Generatore di vapore speciale a media pressione, da circa 6.000 Kg./ora a due velocità, in modo da avere a secondo della quantità di combustibile, o delle esigenze, esempio più necessità di calore e meno elettricità. Questo generatore così congegnato muove 1 turbina da 400 kWh. All’uscita della turbina abbiamo ancora energia residua utilizzabile sotto forma di vapore a 100°C. 1 Bar di pressione.

Il basso impatto ambientale insieme alla completa mancanza di canne fumarie o ciminiere (c’è invece un Biofiltro) rende questo impianto particolarmente adatto a piccole cittadine lontane dai grossi inceneritori e dalle produzioni di energia, evitando costosi ed inquinanti trasporti di rifiuti (specialmente se nocivi) e poi di energia. Questo tipo di impianto, può dare un grande aiuto a quelle aziende di cernita e riciclaggio dei rifiuti urbani o speciali e pericolosi, i quali sono ancora costretti a portare in discarica, sezioni inutilizzabili di materiale di risulta e pagare la corrente elettrica per la movimentazione dei macchinari, con questo impianto o meglio con una batteria di convertitori pirolitici, risolverebbero il problema dell’energia e quella degli scarti di ultima selezione, magari dando agli abitanti vicini riscaldamento ed energia elettrica gratis.

Impatto Tecnico:
La creazione di questo impianto, semplifica in maniera definitiva la produzione e la distribuzione dei gas d’aria e d’acqua, crea con una dimensione 10 volte più piccola di impianti simili, una energia con temperature e rendimento, ancora mai raggiunte. Dato che si tratta di un impianto modulare sarà prodotto in serie, quindi in maniera più economica.
Impatto economico:
Proprio per la sua modularità, quest’impianto può coprire una grandissima gamma di bisogni: per la Termoutilizzazione pubblica di rifiuti speciali e pericolosi in installazioni di 10 moduli minimo (dal momento che le normative prevedono un minimo di 35.000.000 kcal/h) per le eccezioni, impianti speciali o sperimentali, sarebbe utilissimo per certi comuni isolati e difficilmente raggiungibili: Isole, cittadine di montagna, paesi sperduti e lontani da tutto./P>
Impatto Sociale:
Già nella zona di fabbricazione di questi moduli, come è facile capire, l’impatto sociale è della massima positività. Un’altro grande impatto positivo, può essere provocato, nei pressi dell’installazione di un impianto di Termoutilizzazione di questo genere, per la trasformazione di scarti in energia, usando i rifiuti speciali o nocivi come combustibile a costo zero, con un surplus di calore da poter dare gratis, agli artigiani ed agli abitanti della zona, più energia elettrica a basso costo.
Superamento dello stato dell’arte:
Se consideriamo che ad oggi vengono ancora costruite caldaie del tipo “Cornovaglia”, possiamo immaginare e giustificare la lentezza di trasformazione di impianti di generazione di vapore od energia. Il nostro progetto è frutto di lungo lavoro di ricerca e sperimentazione, nonché di esperienze lunghissime. Dal 1998 (inizio di questo progetto) ad oggi, alcune cose sono state migliorate e difficilmente potranno essere ancor fatte in breve tempo, comunque il progetto non è ne fermo ne superato, ma ancora nuovo, dinamico ed innovativo.
Perché Europeo:
Perché in ogni nazione della confederazione esiste la necessità di eliminare le discariche per legge, perché servono impianti più facili da installare ed eventualmente da spostare, perché le medie industrie Europee, hanno la necessità di trattare in sede, i propri scarti e non mandarli a giro per l’Europa ad inquinare, pagando prezzi insopportabili.
Soluzione di un problema Italiano e Mondiale:
dal momento che spesso le falde freatiche di una nazione portano l’inquinamento in una nazione contigua ed i fiumi scorrono ben oltre le Frontiere (per non parlare dell’aria). Se non si immettono sul mercato soluzioni facili, e poco costose, che rendono conveniente, la trasformazione dei rifiuti non riciclabili, attraverso il recupero energetico “pulito”, anziché prestare il proprio suolo a discariche di paesi più ricchi, un giorno poco lontano, ci troveremo a dover gestire i percolati di discariche di nazioni vicine, troppo povere per farlo da sé, se non lo facessimo dovremmo subire l’inquinamento di acqua e aria dall’estero.